L'occhio indiscreto
Di
Nathaniel
Hawthorne
(Salem, 4 luglio 1804 – Plymouth, 19 maggio 1864) ricordiamo
soprattutto i grandi romanzi, La
lettera scarlatta
(1850), La
casa dei sette abbaini
(1851), ambientati nel New England puritano dei padri fondatori, dove
una natura misteriosa e selvaggia ridestava negli abitanti dei primi
avamposti urbani turbamenti creduti ormai sconfitti dalla civiltà e
dalla fede religiosa. E in nome di quella fede molti roghi furono
accesi a Salem. Hawthorne ricostruisce quelle atmosfere di paura e
straniamento, voglia di vivere e senso di colpa, attraverso allegorie
e simboli possenti, come la “A”
che la protagonista de La
lettera scarlatta è
costretta
a portare per denunciare il suo peccato di adulterio e che finisce
per diventare il simbolo della sua vittoria sulla morale puritana
della comunità.
Questa
eterna lotta tra bene e male, carne e anima, colpa e rimorso
la
ritroviamo
anche in molti dei suoi racconti, tra i più conosciuti al pubblico
italiano: Il velo
nero del pastore (1836), La figlia di Rappaccini
(1844), La voglia (1843).
Un
posto a parte occupa il racconto che vi sto per proporre: Wakefield,
pubblicato per la prima volta nel 1837 in Twice-told Tales
(una raccolta italiana, curata da Eugenio Montale, è stata edita da
Bompiani e porta il titolo Wakefield e altri racconti). Qui lo
sguardo dell'autore non è più rivolto al passato, ma alla nascente
società di massa, frutto dell'era industriale che ebbe le sue
origini in Inghilterra. E non a caso il racconto è ambientato a
Londra. Come più tardi Poe
ne L'uomo della
folla (1840), Hawthorne indaga la solitudine e la
perdita di identità dell'uomo contemporaneo: egli non è più faber
fortunae suae, e l'unico ruolo a cui può aspirare è quello dello
spettatore. Ed è così che l'attempato Mr. Wakefield, considerato da
tutti uomo abitudinario e privo di immaginazione “col pretesto
di fare un viaggio, prese alloggio nella strada vicino alla sua casa,
e lì abitò, per oltre vent'anni, all'insaputa di sua moglie e dei
suoi amici, e senza nessuna apparente ragione per quell'esilio
volontario.” In
tutto questo tempo Wakefield andrà tutti i giorni a spiare la sua
casa e la devota Mrs. Wakefield, ritornerà solo quando si renderà
conto della pericolosità di quello che considerava solo una “burla
da niente” ai
danni della consorte e che invece ha finito per stravolgere la sua
vita fin quasi ad annientarlo. Rinunciando al suo ruolo sociale, egli
ha rinunciato anche alla propria identità, rischiando di essere per
sempre escluso dal suo mondo.
Un
attimo prima dell'annientamento totale, egli fa un passo indietro, al
contrario di Bartleby,
lo scrivano di Wall Street, nell'omonimo racconto di Melville
(Bartleby
lo scrivano: una storia di Wall Street,
1853). Altro personaggio emblematico della società
contemporanea
che persisterà nel suo mite rifiuto: "I would
prefer not to" fino
all'annientamento morale, sociale e fisico. Perché, come ha
lucidamente intuito Hawthorne, “Nell'apparente
confusione del nostro misterioso mondo, gli individui sono così ben
adattati ad un sistema, e i sistemi gli uni agli altri e al tutto,
che, allontanandosene solo per un istante, un uomo si espone al
terribile rischio di perdere il suo posto per sempre. Come Wakefield,
egli potrebbe diventare, per così dire, il paria dell'universo.”
Libri
consigliati:
La lettera scarlatta, Hawthorne Nathaniel, 2007, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
La casa dei sette abbaini, Hawthorne Nathaniel, cur. Gebbia A., 2014, Gargoyle
Bartleby. Benito Cereno, Melville Herman, cur. Pirè, L., 2014, Giunti Editore
Tutti i racconti del mistero, dell'incubo e del terrore. Ediz. integrale
Poe Edgar A., 2014, Newton Compton
Le illustrazioni sono tratte da: Wakefield di Ana Juan, testo di Nathaniel Hawthorne
Nordica libros (testo bilingue inglese-spagnolo)
Wakefield
In qualche vecchia rivista o quotidiano ricordo di aver letto la storia, data per vera, di un uomo – chiamiamolo pure Wakefield – che si assentò per lungo tempo da sua moglie. Il fatto – messo in questi termini astratti – non è molto insolito, né – senza un'accurata analisi delle circostanze – può essere condannato come malvagio o insensato. Tuttavia, questo, lungi dall'essere il più grave, è forse il più strano caso mai riportato di reato matrimoniale; e, soprattutto, un'eccezionale bizzarria fra tutte quelle che si possono trovare nella lista delle stranezze umane.
