venerdì 21 maggio 2021

L'indizio dei cucchiai d'argento

 

Un investigatore molto privato 

 

Robert Barr (1849 – 1912) fu autore prolifico e di successo, anche se oggi quasi dimenticato. Nato a Glasgow, all’età di quattro anni si trasferì con la famiglia in Canada, dove lavorò come insegnante. Si trasferì poi in US dove trascorse otto anni come giornalista, per poi tornare stabilirsi definitivamente a Londra, dove fu, tra l’altro, editore della prestigiosa rivista letteraria The Idler.

Scrisse circa 30 romanzi, molti dei quali popolari potboileri, e dozzine di racconti e saggi. Le sue storie, che andavano dal romanzo storico al poliziesco e perfino alla fantascienza, erano sostenute da plot meravigliosamente inventivi, ma popolate da personaggi stereotipati, mentre i dialoghi erano piuttosto convenzionali.

Oggi è ricordato soprattutto per aver brillantemente completato il romanzo picaresco The O’Ruddy, del suo buon amico Stephen Crane, dopo la morte di quest’ultimo. Ma conquistò la fama grazie ai suoi racconti polizieschi apparsi nella raccolta The triumphs of Eugène Valmont (Londra, 1906), una comica parodia dello Sherlock Holmes di Conan Doyle, di cui fu peraltro buon amico. Il protagonista è Eugène Valmont, un ex poliziotto francese trasferitosi a Londra dove lavora come detective privato al servizio della migliore società. Un arrogante pallone gonfiato, che detesta tutto della vita inglese e non perde occasione di sciovinistici confronti fra la superiorità dello stile di vita francese e quello inglese. Diversi storici del genere hanno visto in Valmont un possibile modello per l’Hercule Poirot di Agatha Christie.


Nel racconto che vi propongo, L’indizio dei cucchiai d’argento (The Clue of the Silver Spoons) l’investigatore è alle prese con un furto molto particolare.

Nel suo studio si presenta un giovane elegantissimo e beneducato, che ha subito il furto di cento sterline durante una cena data in casa sua.

I sei commensali erano tutti gentiluomini di specchiata reputazione, e soprattutto molto ricchi, eppure il colpevole deve essere stato per forza uno di loro.

Per Valmont quel furto è una sfida alla sua intelligenza, non può non accettare l’incarico.






L’indizio dei cucchiai d’argento

 

Robert Barr






Quando il biglietto da visita mi fu consegnato, lo esaminai con un certo sospetto, perché vi fiutai una transazione commerciale e, sebbene questi casi siano abbastanza remunerativi, tuttavia io, Eugene Valmont, in precedenza alto funzionario pubblico del governo francese, non ho alcun interesse ad esservi associato. Essi di solito appartengono al sordido mondo degli affari, offrendo ben poco di interessante per un uomo che, ai suoi tempi, ha avuto a che fare con delicate questioni di diplomazia su cui non di rado verte il benessere delle nazioni.

Il nome di Bentham Gibbes è noto a tutti, dal momento che è collegato ai largamente reclamizzati sottaceti, i cui sgargianti annunci pubblicitari in acceso cremisi e verde colpiscono l’occhio in tutta la Gran Bretagna, e disturbano il senso estetico dovunque vengano visti. Se poi questo grossolano produttore di sottaceti si aspettava che rintracciassi coloro che stavano violando le ricette per confezionare le sue così dette salse, chutneys e via dicendo, avrebbe scoperto di essersi sbagliato, perché io adesso mi trovavo nella posizione di scegliere i miei casi e un caso di sottaceti non mi allettava.

Attenti alle imitazioni,’ diceva la pubblicità, ‘nessun prodotto è genuino senza una copia della firma di Bentham Gibbes.’ Ah, bene, ma non facevano per me né i sottaceti, né scoprire gli imitatori. Un assegno contraffatto, sì, se volete, ma la firma falsa di Mr. Gibbes su un vasetto di sottaceti, non era nel mio stile. Nondimeno, dissi ad Armand:

Fate entrare il signore,” e così fece.

Con mio grande stupore, ecco entrare un giovane uomo, perfettamente abbigliato in una redingote nera, un impeccabile panciotto e pantaloni che tradivano un sarto di Bond Streetii. Quando parlò, la sua voce e il suo linguaggio erano quelli di un gentiluomo.

Monsieur Valmont?” chiese.

Al vostro servizio,” risposi, inchinandomi e facendogli cenno di accomodarsi quando Armand portò una sedia per lui e poi si ritirò. “Sono un avvocato con lo studio nel Templeiii,” iniziò Mr. Gibbes, “e da qualche giorno c’è una faccenda che mi preoccupa , riguardo alla quale vengo ora a cercare il vostro consiglio, dopo che il vostro nome mi è stato suggerito da un amico in cui ripongo grande fiducia.”

E’ una mia conoscenza?” chiesi.

Non credo,” rispose Mr. Gibbes; “anche lui è un avvocato con lo studio nello stesso edificio del mio. Il suo nome è Lionel Dacre .”

Mai sentito.”

Molto probabilmente no. Tuttavia, vi ha raccomandato come persona riservata e, se accettate questo caso, desidero che venga mantenuto il massimo segreto, qualunque cosa venga scoperta.”

Mi inchinai, ma non espressi alcuna solenne promessa. La segretezza è un argomento scontato con me.

L’inglese fece una breve pausa, come se si aspettasse delle accorate rassicurazioni, quindi proseguì senza mostrare alcuna traccia di sconcerto per non averne ricevute. “La notte del ventitré, organizzai una cenetta per sei miei amici nel mio appartamento. Posso dire che, per quanto mi concerne, sono tutti gentiluomini di specchiata onorabilità. La notte della cena fui trattenuto più a lungo di quanto mi aspettassi ad un ricevimento, e recandomi in carrozza al Temple feci ulteriore ritardo a causa di un blocco del traffico a Piccadillyiv, così quando arrivai a casa ci fu a malapena il tempo per vestirmi e ricevere i miei ospiti. Il mio assistente Johnson aveva disposto ogni cosa nel mio spogliatoio e prima di entrarvi mi liberai frettolosamente della giacca che indossavo e, senza pensarci, lo lasciai appeso alla spalliera di una sedia in camera da pranzo, dove né Johnson né io lo notammo, finché la mia attenzione non vi fu richiamata dopo la cena, quando tutti eravamo piuttosto allegri a causa del vino. Questa giacca conteneva una tasca interna. Di solito, nessuna delle redingote che indosso ai ricevimenti pomeridiani ha una tasca interna, ma ero stato piuttosto di corsa per tutto il giorno.

Mio padre è un produttore il cui nome può esservi familiare e io sono nel consiglio di amministrazione della sua azienda. A tale riguardo, presi una vettura dalla città fino al ricevimento di cui vi ho parlato e non ebbi il tempo di tornare ai miei appartamenti e di cambiarmi. Il ricevimento era alquanto bohemian, estremamente interessante, naturalmente, ma non troppo esigente riguardo all’abbigliamento, così andai come mi trovavo. In questa tasca interna era riposto un pacchettino composto di due pezzi di cartoncino, e nel mezzo c’erano cinque banconote da venti sterline della banca d’Inghilterra, piegate nel senso della lunghezza, il tutto tenuto insieme da un elastico. Avevo gettato la giacca sulla spalliera della sedia in una maniera tale che la tasca interna era visibile, con i bordi della banconote chiaramente riconoscibili. Arrivati al caffè e ai sigari, uno dei miei ospiti attirò scherzosamente l’attenzione su quella che definì la mia volgare esibizione di ricchezza, e Johnson, alquanto mortificato per aver trascurato di mettere a posto il cappotto, lo raccolse e lo portò nel salotto dove i soprabiti dei miei ospiti erano sparsi in giro alla rinfusa. Naturalmente avrebbe dovuto appenderlo nel mio guardaroba, ma dopo disse di aver creduto che appartenesse all’ospite che aveva parlato. Vedete, Johnson era nel mio spogliatoio quando gettai la mia giacca sulla sedia nell’angolo mente ci stavo andando e suppongo che non l’avesse notata nel trambusto degli ospiti che arrivavano, altrimenti l’avrebbe messa al suo posto. Dopo che tutti se ne furono andati, Johnson venne da me e disse che la giacca era lì, ma il pacchetto era sparito, e da quella notte non se ne è trovata traccia.”

La cena fu portata da fuori, suppongo?”

Sì.”

Quanti camerieri lo hanno servito?”

Due. Erano già stati spesso al mio servizio in simili occasioni, ma, a parte questo, avevano lasciato il mio appartamento prima che accadesse l’incidente del cappotto.”

Nessuno di loro andò nel salotto, vero?”

No. Sono certo certo che nessuno dei due camerieri può essere in alcun modo sospettato.”

E il vostro aiutante Johnson…?”

E’ con me da anni. Avrebbe potuto rubare molto più cento sterline se avesse voluto farlo, ma non ho mai saputo che avesse mai preso un penny che non gli appartenesse.”

Vorreste favorirmi i nomi dei vostri ospiti, Mr. Gibbes?”

Il visconte Stern sedeva alla mia destra, alla mia sinistra Lord Templemere; Sir John Sanclere al sui fianco, Angus McKeller vicino a Sanclere. Dopo il visconte Stern c’era Lionel Dacre e alla sua destra Vincent Innis.”

Avevo scritto il nome degli ospiti su un foglio di carta e annotato i loro posti a tavola.

Quale degli ospiti attirò la vostra attenzione sul danaro?”

Lionel Dacre.”

C’è una finestra che guarda fuori dal salotto?”

Ce ne sono due.”

Erano chiuse la notte della cena?”

Non potrei esserne sicuro, molto probabilmente lo sa Johnson. Lei sta suggerendo la possibilità che un ladro sia entrato attraverso una delle finestre del salotto mentre noi eravamo alquanto chiassosi a causa del vino. Penso che questa soluzione sia altamente improbabile. Il mio appartamento è al terzo piano, e un ladro difficilmente si sarebbe avventurato a penetrare in casa quando non poteva non accorgersi che c’era un gruppo di persone intento a festeggiare. Inoltre, la giacca era lì da meno di un’ora e mi pare che chiunque abbia rubato quelle banconote sapesse dove fossero.”


Mi sembra ragionevole,” dovetti ammettere. “Avete parlato a qualcuno della vostra perdita?”

A nessuno se non a Dacre, che mi raccomandò di rivolgermi a voi. Oh, sì, e a Johnson, naturalmente.”

Non potei fare a meno di notare che questa era la quarta o la quinta volta che il nome di Dacre era venuto fuori durante la nostra conversazione.

Che mi dite di Dacre?” domandai.

Oh, ecco, vedete, occupa un appartamento nello stesso edificio al piano terra. E’ un’ottima persona, e i nostri rapporti sono di solida amicizia. Poi fu lui a richiamare la mia attenzione sul danaro, così pensai che dovesse conoscere il seguito.”

Ora che mi ci fate pensare, mi sembrò poco turbato. Vorrei dire, comunque, che questo non vi deve trarre in inganno. Lionel Dacre non sarebbe capace di rubare più di quanto lo sia di mentire.”

Si mostrò sorpreso quando menzionaste il furto?”

Bentham Gibbes si fermò un attimo prima di rispondere, corrugando pensieroso la fronte.

No,” disse alla fine, “e riflettendoci bene, sembrava quasi che si aspettasse questa notizia.”

Non vi pare alquanto strano, Mr. Gibbes?”

Veramente la mia mente è in una tale confusione, che non so cosa pensare. Ma è semplicemente assurdo sospettare di Dacre. Appartiene ad un’eccellente famiglia, ed è… oh! è Lionel Dacre, e questo basta a rendere assurdo ogni sospetto.”

Suppongo che abbiate fatto ispezionare accuratamente ogni stanza. Non è che il pacchetto è caduto ed è rimasto nascosto in qualche angolo?”

No, Johnson ed io abbiamo esaminato ogni centimetro dell’appartamento.”

Avete i numeri di serie delle banconote?”

Sì, li ho ottenuti dalla banca il giorno successivo. Il pagamento è stato bloccato e fino ad ora nessuna delle cinque è stata presentata all’incasso. Naturalmente, una o anche più possono essere state incassate presso qualche negozio, ma nessuna è stata presentata ad una banca.”

Una banconota da venti sterline non viene accettata senza senza un attento esame, così è possibile che il ladro possa avere qualche difficoltà a liberarsene.”

victorian banknote
Come vi ho detto, la perdita del denaro non mi preoccupa minimamente. E’ l’incertezza, il disagio causati dall’incidente che mi disturbano. Capirete quanto poco mi preoccupo delle banconote, quando vi dirò che se sarete così gentile da interessarvi a questo caso, sarei deluso se il vostro onorario non fosse superiore all’ammontare di ciò che ho perso.”

Appena finii di parlare, Mr. Gibbs si alzò e lo accompagnai alla porta assicurandolo che avrei fatto del mio meglio per risolvere quel mistero. Che provenisse o no dai sottaceti, capii che era un gentiluomo raffinato e generoso, che dava il giusto valore ai servigi di un esperto professionista come me.

Non starò qui a circostanziare i dettagli delle mie ricerche durante i giorni successivi, perché il loro andamento dovrà essere riesaminato nel resoconto di quell’interessante colloquio a cui presi parte più tardi. Basti dire che un accurato esame dell’appartamento e un serrato controinterrogatorio di Johnson mi convinsero che lui e i due camerieri erano innocenti.

Ebbi la certezza che nessun ladro si era fatto strada attraverso la finestra e infine arrivai alla conclusione che le banconote erano state rubate da uno degli ospiti. Ulteriori indagini mi convinsero che il ladro non era altri che Lionel Dacre, l’unico dei sei in pressante bisogno di denaro in quel momento. Feci pedinare Dacre e durante la sua assenza feci conoscenza del suo cameriere Hopper, un individuo scontroso e maleducato, che accettò la mia sterlina d’oro abbastanza velocemente, ma in cambio mi diede molto poco.

Mentre conversavo con lui, ecco arrivare nel corridoio in cui stavamo chiacchierando un’enorme cassa di champagne, contrassegnata con il nome di una delle migliori marche in commercio ed etichettata come vendemmia del ‘78. Ora, io sapevo che un prodotto come il Camelot Fréres non si compra a poco come la birra inglese; inoltre, avevo anche saputo che appena due settimane prima Mr. Lionel Dacre era disperatamente a corto di denaro. Infine, era ancora lo stesso avvocato senza clienti che era sempre stato.

Il giorno dopo questa insoddisfacente conversazione con il suo cameriere Hopper, fui sorpreso nel ricevere la seguente comunicazione, scritta su di un elegante cartoncino per corrispondenza:

Vellum Buildings, 3 e 4
Inner Temple, E.C.

Mr. Lionel Dacre presenta i suoi complimenti a Monsieur Eugéne Valmont, e sarebbe estremamente obbligato se Monsieur Valmont volesse trovare il modo di fargli visita nel suo appartamento domani mattina alle undici.’



* * * * * * *

Forse il giovanotto si era reso conto di essere pedinato, o forse il suo scontroso cameriere lo aveva informato delle domande che gli avevo fatto? Lo avrei saputo presto. Il mattino seguente mi presentai puntualmente alla undici e fui ricevuto con affabile cortesia da Mr. Dacre in persona. Il tacituno Hopper, evidentemente, era stato mandato via per l’occasione.

Mio caro Monsieur Valmont, felicissimo di incontrarvi,” esordì il giovanotto, con modi molto più espansivi di quanto avessi mai notato prima in un inglese, anche se le sue successive parole fornirono una spiegazione che solo più tardi mi risultò alquanto artificiosa. “Credo che noi siamo in qualche modo compatrioti e, pertanto, sebbene sia presto, spero che vogliate permettermi di offrirvi un po’ di questo tesoro imbottigliato del ‘78, proveniente da la belle France, alla cui prosperità e al cui onore berremo insieme. Per un simile brindisi ogni ora è propizia,” e con mio grande stupore, trasse dalla cassa che avevo visto arrivare due giorni prima una bottiglia di quel superbo Camelot Frères del '78.

Ora,” dissi a me stesso, “sarà difficile mantenere la mente lucida se il profumo di questo nettare mi sale al cervello. Ma sebbene la coppa mi tenti, ne berrò con parsimonia e spero che lui non sia altrettanto giudizioso.”

Data la mia mia sensibilità, avevo già sperimentato il fascino della sua personalità e ben compreso l’amicizia che Mr. Bentham Gibbes provava per lui. Ma vedevo la trappola preparata per me. Si aspettava, sotto l’influenza dello champagne e della gentilezza, di strapparmi una promessa per me improponibile.

Signore, attirate la mia curiosità proclamando una discendenza francese. Mi era parso di capire che appartenete ad una delle più antiche famiglie d’Inghilterra.”

Ah, l’Inghilterra,” esclamò, allargando le mani con un eloquente gesto dal significato veramente parigino. “Il tronco appartiene all’Inghilterra, naturalmente, ma le radici – ah! le radici - Monsieur Valmont, affondavano nel suolo da cui questo vino degli dei è stato tratto.”

Quindi, riempendo il mio bicchiere ed il suo, gridò:

Alla Francia, che la mia famiglia lasciò nel 1066!”

Non potei fare a meno di ridere a questa sua appassionata esclamazione.

1066! Con Guglielmo il Conquistatorev! E’ un bel po’ di tempo fa, Mr Dacre.”

Per qual che riguarda gli anni, forse, ma per quel che riguarda i sentimenti non è che un giorno. I miei antenati vennero qui per fare ruberie e, signore! Come assolsero bene il loro compito. Rubarono l’intero paese – qualcosa molto simile ad un furto, dico io… agli ordini di quel principe dei ladri che voi avete ben chiamato il Conquistatore. Nel segreto dei nostri cuori noi tutti ammiriamo un grande ladro, e se non uno grande, almeno uno esperto, capace di coprire le sue tracce in modo così perfetto che i mastini della giustizia restano confusi quando tentano di seguirlo.


Ora perfino voi, Monsieur Valmont (Vedo che siete il più generoso degli uomini, dotato di una viva compassione come se ne può trovare perfetta solo in Francia), perfino voi dovete provare rimorso quando imprigionate un ladro che ha fatto il suo lavoro con destrezza.”

Temo, Mr. Dacre, che mi fate credito di una magnanimità che non oso rivendicare. Il criminale è un pericolo per la società.”

Vero, vero, avete ragione, Monsieur Valmont. Tuttavia, dovete ammettere che ci sono situazioni che potrebbero intenerirvi. Per esempio, un uomo, di solito onesto; un grande bisogno; un’improvvisa opportunità. Prende quello che un altro possiede in abbondanza e lui, niente. Ebbene, Monsieur Valmont, quell’uomo deve essere rovinato per una momentanea debolezza?”

Le sue parole mi stupirono. Ero forse sul punto di ascoltare una confessione? Il suo discorso vi si avvicinava molto.

Mr. Dacre,” dissi, “non posso addentrarmi nelle sottigliezze da voi perseguite. Il mio compito è trovare il criminale.”

Avete di nuovo ragione, Monsieur Valmont, e sono incantato nel trovare una testa così sensata su spalle francesi. Sebbene il vostro arrivo sia più recente, se così posso dire, del mio, tuttavia date voce a sentimenti che fanno onore all’Inghilterra. E’ vostro dovere dare la caccia al criminale. Benissimo. A tal riguardo penso di potervi aiutare e così mi sono preso la libertà di richiedere la vostra presenza qui stamattina. Permettetemi di riempire di nuovo il vostro bicchiere, Monsieur Valmont.”

Basta, ve ne prego, Mr. Dacre.”

Come, forse pensate che il ricettatore sia colpevole quanto il ladro?”

Fui preso così alla sprovvista da quell’osservazione che credo che il mio volto palesò lo stupore dentro di me. Ma il giovanotto scoppiò semplicemente a ridere con un’allegria apparentemente sincera, versò un po’ di vino nel suo bicchiere e lo buttò giù. Non sapendo che dire, cambiai argomento di conversazione.

Mr. Gibbes mi ha detto che siete stato così gentile da raccomandarmi alla sua attenzione. Posso chiedervi come mai avete sentito parlare di me?”

Ah, chi non ha sentito parlare del famoso Monsieur Valmont,” e aveva appena detto questo quando, per la prima volta, dentro di me incominciò a crescere il sospetto che mi stesse punzecchiando, come dicono qui in Inghilterra – un modo di fare che non sopporto. Infatti, se questo gentiluomo praticasse una tale barbarie nel mio paese, si troverebbe ben presto a che fare con un duello. Comunque, un istante dopo la sua voce riprese il suo antico fascino ed io la ascoltai come se fosse una deliziosa melodia.

Mi basta semplicemente menzionare mia cugina, Lady Gladys Dacre, e capirete immediatamente perché vi raccomandai al mio amico. Il caso di Lady Gladys, come ricorderete, richiese un tocco delicato che non sempre si trova in questa terra d’Inghilterra, eccetto quando coloro che possiedono questo dono ci fanno l’onore di soggiornare da noi.”

Notai che il mio bicchiere era di nuovo pieno e, facendo un inchino di ringraziamento alla sua cortesia, mi concessi un altro sorso di quel delizioso vino. Sospirai, perché incominciavo a capire che stava diventando molto difficile per me, a dispetto del mio impegno, dire all’amico di quest’uomo che proprio lui aveva rubato il denaro. Per tutto il tempo era rimasto seduto sul bordo del tavolo, mentre io occupavo una sedia alla sua estremità.

Sedeva con atteggiamento noncurante, dondolando un piede avanti e indietro. Quindi, saltò giù e avvicinò una sedia, mettendo sul tavolo un foglio bianco. Poi, prese un pacchetto di lettere poggiato sul caminetto e fui stupito nel vedere che erano tenute insieme da due pezzetti di cartoncino ed un elastico, del tutto simili alla combinazione che aveva contenuto le banconote ripiegate. Con grande nonchalance, fece scivolare l’elastico e lo sistemò insieme ai cartoncini sul tavolo davanti a me, tenendo in mano i documenti sciolti.

Ora, Monsieur Valmont,” esclamò con vivacità, “sono diversi giorni che vi occupate di questo caso, il caso del mio caro amico Bentham Gibbes, che è una delle migliori persone al mondo.”

Ha detto lo stesso di voi, Mr. Dacre.”

Sono felice di sentirlo. Vi dispiacerebbe farmi sapere fino a che punto vi hanno condotto le vostre ricerche?”

Mi hanno condotto in una certa direzione piuttosto che ad un determinato punto.”

Ah, nella direzione di una persona, naturalmente.”

Certamente.”

Di chi si tratta?”

Mi perdonerete se mi rifiuto di rispondere a questa domanda per il momento?”

Questo significa che non ne siete sicuro.”

Potrebbe voler dire, Mr. Dacre, che sono stato assunto da Mr. Gibbes e non mi sento libero di rivelare i risultati delle mie ricerche senza il suo permesso.”

Ma Mr. Bentham Gibbes ed io siamo dalla stessa parte in questa faccenda. Forse sapete che io sono l’unica persona con cui ha discusso il caso oltre a voi.”

Questo è indubbiamente vero, Mr. Dacre; tuttavia, vedete com’è difficile la mia posizione:”

Certamente, e pertanto non insisterò ulteriormente con voi. Ma anche io ho studiato il problema, in modo puramente amatoriale, naturalmente. Forse non esprimerete alcuna contrarietà a sapere se le mie deduzioni concordano o meno con le vostre.”

Assolutamente no. Sarei molto felice di sapere a quali conclusioni siete arrivato. Posso chiedervi se sospettate qualcuno in particolare.”

Sì.”

Farete il suo nome?”

No, adotterò l’ammirevole reticenza che voi stesso avete dimostrato. E adesso, affrontiamo questo mistero in modo ragionevole e pratico. Avete già esaminato la stanza. Bene, eccovi uno schizzo approssimativo. Qui è il tavolo, nell’angolo c’era la sedia su cui fu gettato la giacca. Gibbes sedeva a capo tavola. Quelli che sedevano a sinistra volgevano la schiena alla sedia. Io ero al centro a destra, vidi la sedia, la giacca e le banconote e attirai l’attenzione su di esse. Ora, il nostro primo compito è trovare un movente. Se fosse un omicidio, il nostro movente potrebbe essere l’odio, la vendetta, la rapina – quello che vi pare. Ma dal momento che è un semplice furto di denaro, l’uomo deve essere stato o un ladro matricolato, o altrimenti qualcuno fino a quel momento innocente, spinto al crimine da una grande necessità. Siete d’accordo con me, Monsieur Valmont?”

Perfettamente. Seguite esattamente la mia stessa linea di ragionamento.”

Molto bene. Non è credibile che un ospite di Mr. Gibbs sia un ladro matricolato. Pertanto siamo costretti a cercare un uomo sotto il pungolo del bisogno; un uomo che non ha denaro suo ma che deve mettere insieme una certa somma, diciamo, entro una certa data. Se riusciamo ad individuare un tale uomo in quella comitiva, non siete d’accordo con me che molto probabilmente è lui il ladro?”

Sono d’accordo.”

Allora iniziamo il nostro processo di eliminazione. Via il visconte Stern, un fortunato individuo con ventimila acri di terra e Dio solo sa quale rendita. Cancello anche il nome di lord Templemare, uno dei giudici di sua maestà, completamente al di sopra di ogni sospetto. Il prossimo, sir John Sanclere; anche lui è ricco, ma Vincent Innis è ancora più ricco, così la matita elimina entrambi i nomi. Siamo arrivati ad Angus McKellervi, autore di una certa notorietà, come ben sapete, che ricava una buona rendita dai suoi romanzi e una ancora migliore dalle sue opere teatrali, un accorto scozzese, così possiamo cancellare il suo nome dal foglio e dalla nostra memoria. Le mie cancellazioni corrispondono alle vostre, Monsieur Valmont?”

Corrispondono perfettamente, Mr. Dacre.”

Ne sono lusingato. C’è un ultimo nome che non è stato preso in considerazione, Mr Lionel Dacre, il discendente di ladroni.”

Non ho detto questo, Mr. Dacre.”

Ah, mio caro Valmont, la cortesia tipica del vostro paese si fa valere. Non facciamoci ingannare, ma seguiamo la nostra inchiesta ovunque ci conduca. Io sospetto Lionel Dacre. Cosa sapete della sua situazione prima della cena del ventitré?”

Dal momento che non replicai, mi fissò con la sua schietta faccia da ragazzo illuminata da un sorriso disarmante.

Non sapete niente della sua situazione?” domandò.

Mi rincresce affermare il contrario. Mr. Lionel Dacre non aveva un soldo la sera della cena.”

Oh, non esagerate, Monsieur Valmont,,” esclamò Dacre con un gesto di accorata protesta, “nella sua tasca c’erano una moneta da sei pence, due penny e un mezzo penny. Come vi viene in mente di sospettare che era senza un soldo?”

So che ordinò una cassa di champagne dal rappresentante londinese di Camelot Fréres, che gli fu rifiutata a meno che non pagasse in anticipo.”

Giusto, e poi mentre stavate parlando con Hopper vedeste consegnare la cassa di champagne. Eccellente! Eccellente! Monsieur Valmont. Ma pensate che un uomo ruberebbe anche solo per rifornirsi di un vino delizioso come questo che stiamo gustando? E, a proposito, perdonate la mia negligenza e lasciate che vi riempia il bicchiere, Monsieur Valmont.”

Non una goccia di più, vogliate scusarmi, Mr. Dacre.”

Ah, sì, lo champagne non dovrebbe essere mescolato alle prove. Quando avremo finito, forse. Quale altra prova avete scoperto, monsieur?”

Ho la prova che Mr. Dacre fu minacciato di bancarotta se, il giorno ventiquattro, non avesse pagato un conto di settantotto sterline che era rimasto a lungo in sospeso. Ho la prova che fu pagato, non il ventiquattro ma il ventisei. Mr. Dacre era andato dall’avvocato e gli aveva assicurato che avrebbe pagato per quella data, di conseguenza gli fu concessa una dilazione di due giorni.”

Ah, veramente, per legge, avrebbe avuto diritto a tre giorni. Sì, qui, Monsieur Valmont, toccate il punto cruciale. La minaccia di bancarotta spingerebbe un uomo nella posizione di Dacre a commettere quasi ogni crimine. La bancarotta per un avvocato significa rovina. Significa una carriera compromessa, significa una vita bruciata, con poche possibilità di resurrezione. Come vedo, voi comprendete perfettamente l’eccezionale importanza di questa particolare prova. La cassa di champagne è niente al confronto e questo mi ricorda che, visto il momento cruciale in cui ci troviamo, ne prenderò un altro sorso, col vostro permesso. Sicuro che non volete unirvi a me?”

Non in questo frangente, Mr. Dacre.”

Invidio la vostra moderazione. Al successo della nostra ricerca, Monsieur Valmont.”

Mi sentii spiacente per quel giovane uomo mentre, con volto sorridente, beveva lo champagne.

Ora, monsieur,” continuò, “Sono stupefatto di apprendere la quantità di cose che avete scoperto. In verità, penso che commercianti, avvocati e via dicendo dovrebbero tenere meglio a freno la lingua. Nondimeno, questi documenti vicino a me, che credevo vi avrebbero sorpreso, sono semplicemente le lettere e le ricevute. Ecco la lettera dell’avvocato che mi minaccia di bancarotta; ecco la ricevuta datata ventisei; ecco il rifiuto del mercante di vino ed ecco la sua ricevuta per il denaro versato. Qui ci sono conti più piccoli liquidati. Con la mia matita li aggiungeremo agli altri. Settantotto sterline – il debito principale – è una somma considerevole. Aggiungiamo le voci minori e si arriva ad un totale di novantatré sterline sette scellini e quattro pence. Ora diamo un’occhiata al mio portafoglio. Ecco una banconota da cinque sterline ed ecco una sterlina d’oro. Adesso conto e sistemo sul tavolo dodici scellini e sei pence d’argento e due pence di rame. Così il portafoglio è svuotato. Aggiungiamo l’argento e il rame all’ammontare sulla carta. Gli occhi mi ingannano o la somma equivale esattamente a cento sterline? Ecco il vostro denaro completamente rendicontato.”

Perdonatemi, Mr. Dacre,” dissi, “ma vedo una sterlina appoggiata sulla mensola del focolare.”

Dacre rovesciò la testa e rise ancora più calorosamente di quanto lo avessi fare fino ad allora nel corso della nostra breve conoscenza.

Per Giove,” esclamò, “mi avete pizzicato. Avevo completamente dimenticato quella sterlina sul focolare, che appartiene a voi.”

A me? Impossibile.”

Sì, invece, e non può interferire minimamente con il nostro calcolo da cento. Quella è la sterlina che avete dato al mio cameriere Hopper che, sapendomi in ristrettezze, la prese e timidamente me la donò, affinché la spendessi a mio piacimento. Hopper appartiene alla mia famiglia, o forse la mia famiglia appartiene a lui. Non sono mai sicuro di quale delle due. Voi dovete aver percepito in lui la mancanza di quell’atteggiamento di deferenza tipica di un servitore parigino, tuttavia è oro puro, come la sterlina che gli avete donato e che lui ha donato a me. Ora, Monsieur, questa è la prova del furto, insieme all’elastico e ai due cartoncini. Chiedete al mio amico Gibbes di esaminarli attentamente. Sono a vostra completa disposizione, monsieur, e così avete imparato come sia più semplice avere a che fare con il padrone che con il servo. Tutto l’oro che possedete non sarebbe bastato ad estorcere questi documenti incriminanti al vecchio Hopper. Sono stato costretto a mandarlo nel west-end un’ora fa, per il timore che con il suo rozzo modo di fare britannico potesse aggredirvi, se avesse avuto sentore della vostra missione."

Mr. Dacre,” dissi lentamente, “mi avete completamente convinto...”

Sapevo che ci sarei riuscito,” mi interruppe con una risata.

...che non siete stato voi a prendere il denaro.”

Oh, il vento è cambiato, allora. Molti uomini sono rimasti impiccati ad una catena di prove indiziarie più deboli di quelle che io vi ho presentato. Non vedete la sottigliezza del mio modo di agire? Novantanove persone su cento direbbero: ‘Nessuno sarebbe così sciocco da mettere Valmont sulle sue tracce, e poi piazzare delle prove così schiaccianti nelle mani di Valmont.’ Ma ecco dov’è la mia sagacia. Naturalmente, lo scoglio contro cui rischiate di andare a sbattere sarà l’incredulità di Gibbes. La prima domanda che vi farà potrebbe essere questa: ‘Perché Dacre non è venuto a chiedermi in prestito il denaro?’ Ora, ecco un punto debole nella vostra catena di prove. Sapevo perfettamente bene che Gibbes mi avrebbe prestato il denaro, e lui sapeva perfettamente bene che se fossi stato con le spalle al muro glielo avrei chiesto.”

Mr. Dacre,” dissi, “voi avete giocato con me. Mi sentirei offeso con la maggior parte degli uomini ma, forse a causa delle vostre maniere affabili o dell’effetto di questo eccellente champagne, o di tutte e due le cose insieme, vi perdono. Ma sono convinto di un’altra cosa. Voi sapete chi ha preso il denaro.”

Non lo so, ma lo sospetto.”

Volete dirmi di chi sospettate?”

Non sarebbe corretto, ma ora mi prenderò la libertà di riempirvi il bicchiere di champagne.”

Sono vostro ospite, Mr. Dacre.”

Ammirevole risposta, monsieur,” rispose, versando il vino, “ed ora vi offro un indizio. Scoprite tutto quello che riguarda la storia dei cucchiai d’argento.”

La storia dei cucchiai d’argento! Quali cucchiai d’argento?”

Ah! Questo è il punto. Uscite fuori dal Temple, andate a Fleet Street, afferrate per il braccio il primo uomo che incontrate, e chiedetegli di raccontarvi la storia dei cucchiai d’argento. Si tratta soltanto di due uomini e due cucchiai. Quando saprete chi sono questi due uomini, saprete che uno di loro non prese il denaro e vi do la mia assicurazione che fu l’altro a farlo.”

Parlate in modo enigmatico, Mr. Dacre.

Ma certamente, dal momento che sto parlando a Monsieur Eugène Valmont.”

Faccio eco alle vostre parole, signore. Ammirevole risposta. Mi mettete alla prova, e credo di capire il vostro cortese proposito. Voi volete che io risolva il mistero del denaro rubato. Signore, voi mi onorate, e io bevo alla vostra salute.”

Alla vostra, monsieur,” disse Lionel Dacre, e così bevemmo e ci separammo.

Dopo aver lasciato Mr. Dacre, presi una carrozzella fino ad un caffè in Regent Streetvii, che è una passabile imitazione di simili locali di ristoro a Parigi. Una volta lì, ordinai una tazza di caffè nero e mi sedetti a pensare. L’indizio dei cucchiai d’argento! Mi aveva suggerito ridendo che avrei dovuto prendere per un braccio il primo uomo che avrei incontrato e chiedergli qual’era la storia dei cucchiai d’argento.

Questo metodo, naturalmente, mi colpì per la sua assurdità e lui, senza dubbio, voleva che sembrasse assurdo. Nondimeno, conteneva uno spunto. Dovevo chiedere a qualcuno, e doveva essere la persona giusta, di raccontarmi la storia dei cucchiai d’argento.

Sotto l’influenza del caffè nero la ragionai in questo modo. La notte del ventitré uno dei sei ospiti lì presenti rubò cento sterline, ma Dacre aveva detto che il ladro era uno dei protagonisti dell’episodio dei cucchiai d’argento. Quella persona, allora, doveva essere stato uno degli ospiti di Mr. Gibbes alla cena del ventitré. Probabilmente, due degli ospiti erano gli interpreti della commedia dei cucchiai d’argento ma, sia come sia, ne conseguiva che almeno uno degli uomini al tavolo di Mr. Gibbes sapeva dell’episodio dei cucchiai d’argento. Forse lo stesso Bentham Gibbes ne era a conoscenza. Ne conseguiva, pertanto, che il piano più semplice era quello di interrogare ognuno dei partecipanti alla cena. Tuttavia, se soltanto uno sapeva dei cucchiai, costui doveva essersi fatto l’idea che questi cucchiai erano l’indizio che lo collegavano al crimine del ventitré, nel qual caso era poco probabile che rivelasse ciò che sapeva ad un perfetto sconosciuto. Naturalmente, avrei potuto rivolgermi allo stesso Dacre e chiedergli di raccontarmi la storia dei cucchiai d’argento, ma questa sarebbe stata l’ammissione del mio fallimento, ed ero piuttosto intimorito dalla sonora risata di Lionel Dacre quando avrei ammesso che il mistero era troppo grande per me. Oltre a ciò, ero ben conscio delle cortesi intenzioni del giovanotto nei miei riguardi. Voleva che sbrogliassi la matassa per conto mio e così decisi di non andare da lui se non come estrema risorsa.

Decisi di iniziare da Mr. Gibbes. Finito il mio caffè, salii di nuovo su una carrozzella e ritornai al Temple. Trovai Bentham Gibbes nella sua stanza e, dopo avermi salutato, la sua prima domanda riguardò il caso.

Come state procedendo?” mi chiese.

Abbastanza bene, credo,” risposi, “e mi aspetto di finire entro un paio di giorni, a patto che vogliate gentilmente raccontarmi la storia dei cucchiai d’argento.”

I cucchiai d’argento?” mi fece eco, evidentemente senza aver compreso la mia domanda.

C’è stato un incidente in cui sono stati coinvolti due uomini, e quest’incidente riguardava un paio di cucchiai d’argento. Desidero che mi diate i particolari di quel fatto.” “Non ho la minima idea di cosa stiate parlando.” rispose Gibbes, del tutto frastornato. “Dovrete essere più specifico, temo, se avete bisogno del mio aiuto.”

Non posso essere più preciso, temo, perché vi ho già detto tutto quello che so.”

Che peso ha questa faccenda sul nostro caso?”

Sono stato informato che se riuscissi ad agguantare l’indizio dei cucchiai d’argento sarei sulla buona strada per risolvere il nostro caso.”

Chi ve lo ha detto?”

Mr. Lionel Dacre.”

Oh, forse Dacre si riferisce al suo gioco di prestigio?”

Non lo so, ve lo assicuro. Qual’era il suo gioco di prestigio?”

Un trucco davvero ingegnoso che fece una sera a cena qui da me, circa due mesi fa.”

Aveva niente a che fare con dei cucchiai d’argento?”

Ebbene, si trattava di cucchiai d’argento o forchette d’argento, o qualcosa del genere. Avevo completamente dimenticato quell’episodio. Per qual che ricordo al momento, c’era un prestigiatore di grande talento in un teatro di varietà e il discorse cadde su di lui. Allora, Dacre disse che i trucchi che faceva erano molto semplici e, afferrando un cucchiaio o una forchetta, non ricordo bene quale, annunciò la sua capacità di farlo scomparire davanti ai nostri occhi, per poi ritrovarlo addosso ad uno dei presenti. Alcuni si offrirono di scommettere che non era capace di fare niente del genere, ma egli affermò che non avrebbe scommesso con nessun altro se non con Innis, che sedeva di fronte a lui. Innis, con una certa riluttanza, accettò la scommessa e allora Dacre, con una grande esibizione dei soliti gesti dei prestigiatori, spalancò le sue mani vuote e disse che avremmo trovato il cucchiaio nella tasca di Innis e, in effetti, era proprio lì. Sembrava un gioco di prestigio ben fatto, ma non riuscimmo mai a farglielo ripetere.”

Molte grazie, Mr. Gibbes, penso di vedere la luce, adesso.”

Se è così, siete più intelligente di me, e non di poco,” esclamò Bentham Gibbes mentre mi accomiatavo.

Scesi immediatamente le scale e bussai alla porta di Mr. Dacre ancora una volta. Mi aprì egli stesso la porta, dal momento che il suo cameriere non era ancora ritornato.

Ah, monsieur,” esclamò, “già di ritorno? Non vorrete mica dirmi che siete già arrivato a capo del rompicapo dei cucchiai d’argento?”

Credo di sì, Mr Dacre. Durante la cena, eravate seduto di fronte a Mr. Vincent Innis. Lo avete visto nascondere in tasca un cucchiaio d’argento. Probabilmente avete aspettato un po’ per capire cosa volesse farne e, dal momento che non rimise a posto il cucchiaio, proponeste un gioco di prestigio, scommetteste con lui e così il cucchiaio fu rimesso sul tavolo.”

Eccellente! eccellente! monsieur! Si avvicina molto a quello successe, eccetto per il fatto che agii sul momento. Avevo già avuto altre esperienze con Mr. Vincent Innis. Non entrava mai in queste mie stanze senza che mi mancasse qualche piccolo ninnolo dopo che se ne era andato. Sebbene Mr. Innis sia una persona molto ricca, io non ho grandi averi, così se mi prendono qualcosa, non ho grande difficoltà a venire a conoscenza della mia perdita. Naturalmente, non ho mai fatto parola con lui di queste sottrazioni. Erano tutte cose di poco conto, come ho detto, e per quel che riguarda il cucchiaio d’argento, nemmeno quello era di gran valore. Ma pensavo che la scommessa e la restituzione del cucchiaio gli avrebbero insegnato la lezione, evidentemente non è stato così. La notte del ventitré sedeva alla mia destra, come potrete vedere consultando il diagramma del tavolo e degli ospiti. Gli rivolsi due volte una domanda, a cui non rispose, e guardandolo, fui stupito dall’espressione dei suoi occhi. Erano fissi su di un angolo distante della stanza e, seguendo il suo sguardo, vidi quello che stava osservando con una tale concentrazione ipnotica. Era talmente assorto nella contemplazione del pacchetto così in bella vista, ora che la mia attenzione era rivolta ad esso, che sembrava completamente dimentico di quello che stava accadendo intorno a lui. Lo risvegliai dalla sua trance richiamando scherzosamente l’attenzione di Gibbes sulla sua esibizione di denaro. Mi aspettavo così di salvare Innis dal commettere l’azione che evidentemente commise. Immaginate quindi il dilemma in cui mi trovai quando, il mattino seguente, Gibbes mi confidò quello che era successo la notte prima. Ero certo che Innis avesse preso il denaro, tuttavia non avevo prove. Non potevo dirlo a Gibbes e non osavo parlarne con Innis. Naturalmente, monsieur, non c’è bisogno che vi dica che Innis non è un ladro nel senso ordinario della parola. Non ha bisogno di rubare ma, apparentemente, non può evitarlo. Sono sicuro che non è stato fatto nessun tentativo di spendere quelle banconote. Senza dubbio, rimangono al sicuro nella sua casa a Kensington. Infatti, soffre di cleptomania, o di una qualche altra mania. E ora, monsieur, il mio suggerimento riguardo ai cucchiai d’argento, vi è stato in qualche modo utile?”

Estremamente utile, Mr. Dacre.”

Allora, permettetemi di darvi un altro suggerimento. Lo affido completamente alla vostra audacia, un’audacia che, lo confesso, io stesso non possiedo. Perché non prendete una vettura, vi recate alla casa di Mr. Innis in Cromwell Road, lo affrontate con calma e gli chiedete di restituirvi il pacchetto? Sono curioso di sapere come andrà a finire. Se ve lo consegnerà, come credo che farà, allora dovrete raccontare tutta la storia a Mr. Gibbes.”


Mr. Dacre, il vostro suggerimento sarà messo in atto immediatamente, e grazie per i vostri complimenti al mio coraggio.”

Scoprii che Mr. Innis abitava in una casa imponente. Dopo un po’, entrò nello studio al piano terra in cui ero stato condotto. Aveva in mano il mio biglietto da visita e lo osservava con una certa sorpresa,

Credo di non avere il piacere di conoscervi, Monsieur Valmont,” disse, assai cortesemente.

No, ho preso l’iniziativa di farvi visita per motivi di lavoro. Una volta ero un poliziotto del governo francese e ora sono un investigatore privato qui a Londra.”

Ah! E come supponete che la cosa possa interessarmi. Non c’è niente su cui io voglia fare investigare. Non vi ho mandato a cercare, mi pare.”

No, Mr. Innis, mi sono semplicemente preso la libertà di venire per chiedervi indietro il pacchetto che avete preso dalla tasca della redingote di Mr. Bentham Gibbes la notte del ventitré.”

Vuole che glielo restituisca, non è vero?”

Sì.”

Mr. Innis si avvicinò con calma ad una scrivania, ne sbloccò la serratura e l’aprì, mettendo in mostra un vero e proprio museo di ninnoli di ogni sorta. Aprì un cassettino e ne tirò fuori il pacchetto che conteneva le cinque banconote da venti sterline. Apparentemente non era stato mai aperto. Me lo consegnò con un sorriso.

Vogliate fare le mie scuse a Mr. Gibbes per non averglielo restituito prima. Ditegli che sono stato incredibilmente occupato recentemente.”

Non mancherò” dissi io, con un inchino.
“ Molte grazie. Buona giornata, monsieur Valmont.”
“Buona giornata, Mr. Innis.”

Così restituii il pacchetto a Mr. Bentham Gibbes, che tolse le banconote dalla loro custodia di cartoncino e mi pregò di accettarle.


FINE



i Un potboiler o pot-boiler è un romanzo, opera teatrale, opera, film o altra opera creativa di dubbia qualità letteraria o artistica, il cui scopo principale era di pagare le spese quotidiane del creatore, quindi l'immagine di "bollire la pentola", che significa "fornire il proprio sostentamento".

ii Strada nel centro di Londra che vanta boutique e negozi ancora più esclusivi di quelli delle vicine Oxford Street e Regent Street. Famosa per lo shopping fin dal Settecento, si è sviluppata a più riprese: la parte meridionale della via si chiama propriamente Old Bond Street, mentre la sezione a nord è conosciuta come New Bond Street.

iii Si tratta di un'area nella zona centrale di Londra in cui ha tuttora il suo fulcro l'attività legale della città. Il nome fa riferimento ai cavalieri templari che un tempo detenevano questa proprietà

iv Piccadilly è una delle principali strade di Londra e si sviluppa per 1,5 km partendo a sud-ovest da Hyde Park Corner per terminare a Piccadilly Circus a nord-est.

v William the Conqueror! – vantare una discendenza normanna era un segno di grande distinzione nel Regno Unito dell'Ottocento, e più di un autore dell'epoca si prende la briga di ironizzare su tale fatto. William The Conqueror (Guglielmo il Conquistatore), nel 1066 guidò i normanni alla conquista del regno anglosassone.

vi Forse una sorta di autoironia, essendo Barr scozzese e autore di best-sellers commerciali.

vii Regent Street – una delle vie di Londra più famose per lo shopping. È situata nel West End e prende il nome dal figlio di re Giorgio III, il futuro Giorgio IV, che nel 1811, ancora giovanissimo, fu nominato “reggente” del padre, diventato pazzo.

viii Kensington – quartiere che si trova nella parte ovest di Londra, precisamente nel Royal Borough of Kensington and Chelsea, una delle zone più well-off (ricche) della città.